corso visual storytelling

La mia esperienza al Corso Visual Storytelling e Visual Content Marketing

Formazione

2 Giugno

La formazione è importantissima! Vi racconto la mia esperienza al Corso Visual Storytelling e Visual Content Marketing.

Anche per noi che organizziamo corsi e seminari sulla comunicazione rivolti a professionisti e piccoli imprenditori la formazione continua e costante è un aspetto che curiamo quasi quotidianamente. Tutto si muove di continuo sul web, nei social e tutto cambia spesso e molto in fretta. Quello che funzionava sino a ieri improvvisamente diventa altro, alcune funzioni vengono eliminate, altre perfezionate e altre nuove vengono introdotte spesso senza ricevere alcun avvertimento, pertanto ci si arma di santa pazienza e si ritorna un po’ sui banchi di scuola ad imparare e a fare i compiti. ?

Non ho partecipato ad un corso esclusivamente tecnico, ma un corso sul visual storytelling e visual content marketing organizzato dallo studio Samo di Bologna in cui si è parlato per due giorni dell’argomento che più mi appassiona nella comunicazione e che riguarda il valore e l’importanza dei contenuti visuali e di testo.

Quante volte ci siamo trovati di fronte ad annunci pubblicitari pieni zeppi di panorami mozzafiato o di aziende leader del settore, tecnologicamente avanzate e in grado di soddisfare ogni esigenza a 360°? E per quale motivo abbiamo scelto un’azienda piuttosto che un’altra rispetto a presentazioni di questo tipo? Probabilmente avete letto e siete andati altrove visto che niente ha catturato la vostra attenzione, nulla vi ha appassionato e niente vi ha spinto ad approfondire quanto proposto in quell’annuncio.

Unicità vs creatività

Durante il corso si è data molta importanza all’unicità della comunicazione e non alla creatività. Anche noi durante i nostri corsi insistiamo molto sull’importanza del fare la differenza per emergere, per farsi riconoscere ed essere scelti. Quante campagne pubblicitarie abbiamo visto che hanno colpito la nostra attenzione per poi dimenticarcene dopo 5 minuti? Quanti insuccessi nella comunicazione quando l’attenzione maggiore è stata data all’essere creativi a tutti i costi?

Ricordate la campagne del brand Dove di qualche anno fa in cui comparivano alcune donne che sembravano appartenere ad un mondo più reale rispetto alle super model? Dopo il grande successo ottenuto si scoprì che anche quelle immagini erano state ritoccate e presto vennero tolte dalla circolazione, costringendo il brand ad adottare strategie più vere e genuine. Di sicuro in quel periodo i cartelloni con le gigantografie di queste ragazze fuori dai canoni delle bellezze strepitose li hanno notati tutti, ma alla fine la bugia è saltata fuori e il pubblico disincantato non ha più creduto in quel tipo di informazione.

E la campagna Fertility Day promossa nel settembre 2016 dal Ministero della Salute in cui tutto ruotava attorno allo scadere del funzionamento dell’orologio biologico delle donne? La campagna venne ritirata nel giro di poco tempo sostituita poi con altra immagine di scarso successo

 

L’importanza dell’analisi, della progettazione e della strategia

Durante il corso si sono esaminati e ribaditi concetti molto importanti, sui cui insistiamo molto anche nei nostri seminari e corsi, che riguardano l’analisi degli obiettivi dell’azienda, del target, dei competitor necessaria e obbligatoria per poter costruire un progetto di comunicazione solido fatto anche di immagini curate e testi coerenti.
Immaginate di costruire una casa, mattone su mattone, senza un progetto, una guida. Presto vi  accorgerete che è impossibile farla rimanere in piedi e crollerà a breve. Così come ogni cosa è bene che abbia un progetto anche in comunicazione avere una mappa con cui orientarsi è di fondamentale importanza. Navigare a vista potrebbe risultare pericoloso, dispendioso e si rischierebbe di perdere la rotta e di farla perdere ai nostri potenziali clienti!

La strategia nel visual storytelling

Solo dopo una approfondita e meticolosa analisi e aver costruito un progetto si potrà individuare una strategia di visual storytelling per dare al brand una caratterizzazione specifica che lo metta in evidenza rispetto ad altri e che lo ponga all’attenzione dell’utente che si troverà coinvolto in esperienze fidelizzanti e da condividere con altri utenti.

La comunicazione così ben strutturata avrà modo di contribuire alla creazione di una base di fan interessati, coinvolti e a loro volta coinvolgenti. Una volta che i fan inizieranno a interagire grazie ad una comunicazione ben fatta e stimolante potrete dire di aver fatto un ottimo lavoro!

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Il potere del visual storytelling

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità è uno dei motti preferiti di Federica e anche il visual storytelling è un potere con un’enorme responsabilità. Lo studio dell’immagine o la scelta di una immagine di image bank, la scrittura di un testo piuttosto che la mancanza di testo possono determinare l’inizio di qualcosa di speciale per un brand e per i suoi potenziali clienti. Immagini che emozionano, che coinvolgono e che spesso non mettono in primo piano i prodotti, possono rimanere nella memoria e nel cuore per anni. Possono essere immagini evocative, quasi romantiche, oppure immagini forti ma l’importante che non siano sassi gettati negli stagni destinate a durare e a scomparire nell’arco di pochi minuti.

Da queste due giornate di corso ho avuto nuovamente conferma che…

– La comunicazione non si inventa, non si copia, non si affida al primo che capita o la si tratta con il fai date.
– Che non basta mettere il proprio gatto sulla pagina aziendale e aspettare like come se non ci fosse un domani (con i like non si campa).
– Che se non ci si mette in testa che ogni azienda è unica, che ha una sua storia da raccontare con parole solo sue si rischia di affondare in un mare di aziende leader del settore.
– Che a fare la differenza non ci vuole molto. Spesso basta raccontare anche qualcosa di banale. Sapete come ha presentato la Apple il primo I-Pod? Semplicemente dicendo che con quel dispositivo si poteva avere la propria musica preferita, in tasca. Nessuno aveva quel dispositivo e nessuno era in grado di infilare in tasca delle persone la musica.
– Che le immagini brutte fanno una brutta fine, la stessa cosa per i testi improvvisati o peggio scopiazzati.

Noi insistiamo tanto su questi punti e per questo invitiamo sempre tutti a rivolgersi a chi di comunicazione ci vive e ci lavora. Noi ci siamo e ci potete trovare qua: [email protected]

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Iolanda Saia
Posted by Iolanda Saia

Lavora come freelance dal 1987 nel mondo della comunicazione tra Novara e il Lago Maggiore. Spera in un mondo pacifico in cui discutere tutto in armonia e senza arrabbiature e un futuro fatto di viaggi in luoghi sperduti e lontani dal caos.

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