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Che cos’è il turismo sostenibile? Intervista a Francesca Panizzolo

Blog / Interviste

22 Giugno

Avete mai sentito parlare di turismo sostenibile? Come può questa forma di viaggio migliorare la nostra esperienza? E perché è importante divulgarla con il web? Risponde a tutte queste domande Francesca Panizzolo!

Avete presente quando conoscete qualcuno e subito scatta quel non so che e si inizia a chiacchierare come se ci si conoscesse da sempre? Ecco, con Francesca ho vissuto questa bellissima sensazione! Ho avuto l’occasione di conoscerla insieme ad altre professioniste della comunicazione durante il corso Visual Storytelling a cui ho partecipato a fine maggio a Milano. E parlando con lei ho capito che è una professionista precisa e innamorata del suo lavoro/passione e che è stata capace di fare la differenza e di trovare uno spazio specifico e particolare nell’immenso universo del turismo. Siete pronti per conoscerla anche voi?

Che cos’è il turismo sostenibile?

È una forma di viaggio che sta a metà tra una filosofia di vita e un’etica di sostenibilità; fare turismo sostenibile comporta 3 aspetti essenziali: un aspetto ambientale, un altro economico e un lato più rivolto al sociale. Turismo Sostenibile non significa infatti solamente rispettare di più l’ambiente ma anche conoscere la comunità ospitante assieme agli usi e ai costumi del luogo in cui si va, per comprendere meglio alcuni temi culturali legati alla destinazione turistica.
In particolare le caratteristiche del turismo per essere denominato “sostenibile” sono:

– minimizzare gli impatti negativi sul territorio, generando invece dei benefici economici per la popolazione locale;

– favorire il rispetto tra turisti e locali e rafforzare l’orgoglio locale;

– coinvolgere la popolazione locale nelle decisioni che riguardano le varie possibilità di sviluppo, cercando di migliorare le condizioni di lavoro e l’accesso lavorativo al settore turistico.

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Come mai hai deciso di utilizzare il web per parlarne? Come è nata la tua idea? Come ti sei avvicinata a questo argomento?

Sono appassionata di turismo da sempre e parte dei miei studi sono dedicati proprio in questo ambito. Alcune esperienze di lavoro le ho svolte nel settore dell’hotellerie e ogni volta mi scontravo con alcuni aspetti che sentivo non essere affini alla mia natura e alla mia etica personale. Poi un qualche anno fa ho fatto un corso a Bologna in organizzazione eventi che prevedeva lo svolgimento di un periodo di tirocinio, che ho svolto presso I.t.a.cà, Festival del Turismo Responsabile. Da lì c’è stata una svolta perché ho iniziato ad approfondire sempre di più l’argomento e a promuoverlo perché credo sia l’unica forma possibile di turismo. Ho iniziato a scrivere articoli nel loro blog e pian piano a prendere consapevolezza che era la mia strada. Così ho cominciato a promuovere le iniziative da loro organizzate e ho avvicinato altre realtà affini, come ad esempio il Festival della Lentezza, Legambiente, Ecobnb.
Il web mi è sembrato il mezzo adatto per promuovere, ma sopratutto far conoscere questa realtà meravigliosa che si può praticare benissimo anche dietro casa, senza andare lontano.

Quali canali e metodi utilizzi per parlarne?

Con l’esperienza mi sono resa conto che molto spesso non è proprio o poco conosciuto come forma di turismo, per cui mi sono concentrata molto nella informazione da divulgare sia online tramite il mio blog o i alcuni social network, Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin, sia offline tramite dei corsi in cui ho fatto da docente, alimentando curiosità e dibattiti proprio su questo argomento e affini. In particolare mi piace pensare che ognuno nel suo piccolo può, se vuole, fare qualcosa per cambiare e migliorare per cui cerco di stimolare questo tipo d’azione nelle persone che vedo e sento più attente e sensibili.

Come si può cambiare (anche solo con piccole accortezze) i propri piani di viaggio per rendere la vacanza sostenibile?

Una vacanza sostenibile è più semplice di quel che sembra e comporta appunto semplicità e tanto buon senso. Alcune attenzioni particolari possono essere:

– fare il più possibile la raccolta differenziata o evitare gli sprechi d’acqua e alimenti, chiedendo ad esempio una doggy bag per recuperare il cibo rimasto;

– assaggiare cibi tradizionali del luogo visitato e, ove possibile, comprare cibi a km 0;

– scegliere souvenir di artigiani locali, assistendo alla lavorazione del prodotto;

– scoprire i luoghi a piedi o in bici o con mezzi diversi dalla macchina o l’areo, con lentezza, lasciandosi il tempo di “vivere il viaggio”, anziché vedere le cose di fretta e basta (per raccontare agli altri che questo tipo d’esperienza l’abbiamo fatta);

–  partecipare agli eventi del luogo visitato, cercando di conoscere delle persone residenti in modo da scambiare opinioni e confrontarsi in alcuni aspetti tipici del luogo.

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Quali progetti ti hanno dato più soddisfazione?

Tra i progetti che ho realizzato assieme all’associazione Vite in Viaggio (che organizza il Festival della Lentezza), l’Università di Padova e in stretta collaborazione con Migrantour, ho partecipato alla realizzazione di alcune passeggiate interculturali, cioè percorsi urbani di riscoperta della città di Padova accompagnati da giovani immigrati. Tema: il viaggio attraverso il Cibo. In questo progetto mi sono occupata del coordinamento delle guide e in parte della loro formazione. Per me è stata un’esperienza di grande arricchimento personale e che mi ha fatto conoscere tante ricette particolari e tradizioni di altri paesi vicini e lontani, perché il cibo rappresenta l’identità di un popolo e un vero e proprio riconoscimento sociale e culturale.

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Visto che si avvicinano le vacanze… Cosa consiglieresti ai nostri lettori per una vacanza sostenibile?

“Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi” per questo mi sento di consigliare caldamente l’Italia (anche se ho visitato altri bellissimi paesi) perché ritengo che in ogni piccolo borgo ci siano scorci di paesaggio particolari e prodotti dell’enogastronomia da degustare. Prendetevi del tempo per scoprire le bellezze del nostro paese in lungo e in largo… a partire da Venezia (che adoro) andando nelle isole di Sant’Erasmo, considerato l’orto dei veneziani, in bici o a a visitare il convento di San Francesco del Deserto, vicino a Murano.

Altre mete da consigliare?

i Monti Sibillini che ho avuto l’occasione di visitare nell’estate del 2015 in cui sono presenti piccoli e deliziosi paesini che offrono, nei mesi estivi, delle sagre paesane con rievocazioni storiche che vi permettono di “entrare nella storia” anche ai giorni nostri.

– il Casentino, una zona verde e collinare, attraversata dal fiume Arno, in provincia di Arezzo, in cui sono presenti due monasteri molto suggestivi, Camaldoli e La Verna, in cui è possibile fare molte passeggiate in mezzo ad una natura incontaminata.

– Frontino, considerato uno dei borghi più belli d’Italia, in provincia di Pesaro Urbino, nel cuore del Montefeltro, accanto ai rilievi dei Sassi Simone e Simoncello, da cui si gode una bellissima vista.

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La tua vacanza sostenibile a cui sei più affezionata?

Sono amante di tutti i viaggi perché mi piace organizzarli e viverli in pura libertà. Un Viaggio Lento che rammento con molta simpatia è quello fatto 5 anni fa con mio marito, in cui abbiamo scelto utilizzare i mezzi (al di fuori della macchina) per spostarci, partendo da casa in autobus, poi treno per raggiungere Bologna e Poretta Terme tramite la Porrettana, una storica ferrovia che attraversa l’appennino tosco-emiliano. Qui abbiamo fatto varie tappe, raggiungendo le località a piedi, tra cui Orsigna, luogo in cui Tiziano Terzani ha deciso di trascorrere gli ultimi giorni della sua esistenza. Posto incantevole e fuori dal mondo, sembra una piccola oasi Zen. Poi ci siamo spostati e abbiamo trascorso vari giorni in Garfagnana, località in provincia di Lucca, nelle Alpi Apuane. Luoghi incantevoli scoperti con una mobilità dolce, a misura d’uomo.

Le tue prossime mete?

Quest’anno abbiamo intrapreso a piedi La Via degli Dei, storico sentiero che collega Bologna con Firenze; abbiamo deciso di suddividere l’avventura in varie tappe e desideriamo portarla a termine, appena sarà possibile! Per la pausa estiva invece stiamo organizzando un’esperienza di trekking ed enogastronomia nel Sud d’Italia: Parco del Pollino tra Basilicata e Calabria e Parco della Sila in provincia di Cosenza.

Quali progetti hai per il futuro?

In testa mi frullano un sacco di idee e di possibili collaborazioni. Di certo desidero continuare ad utilizzare il web come mezzo privilegiato di divulgazione. La mia intenzione è quella di sviluppare delle consulenze ad hoc per strutture ricettive aperte e ospitali verso un turista interessato a fare esperienze di turismo sostenibile.

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Foto di Francesca Panizzolo

A fine chiacchierata saluto Francesca e vedo nei suoi occhi quella bella luce che mi ha colpita quando l’ho conosciuta e quel suo grande sorriso… e mi è venuta una gran voglia di partire per uno dei viaggi particolari che mi ha raccontato! E voi quali criteri adottate quando dovete scegliere la meta dei vostri viaggi?

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Iolanda Saia
Posted by Iolanda Saia

Lavora come freelance dal 1987 nel mondo della comunicazione tra Novara e il Lago Maggiore. Spera in un mondo pacifico in cui discutere tutto in armonia e senza arrabbiature e un futuro fatto di viaggi in luoghi sperduti e lontani dal caos.

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