La morte sui social e nell’era del web. Come comportarsi?

Social Media Marketing / Trend

17 Febbraio

Come gestire la morte sui social? Le notizie viaggiano, velocemente, sempre.

La morte sui social. Come gestire questo argomento così delicato soprattutto dopo quest’anno 2016 appena terminato in cui ci hanno lasciato numerosi e grandi personaggi dello spettacolo, del cinema e della cultura?

Ricordiamo tra i tanti i nomi celebri i musicisti David Bowie, George Michael, Prince, Leonard Cohen, attori e attrici come Debbye Reynolds e la figlia Carrie Fisher (la principessa Leila di Star Wars), Peter Vaughan (il maestro Aemon Targaryen di Game of Thrones), Gene Wilder, e gli italianissimi Bud Spencer Giorgio Albertazzi. Senza dimenticare la scomparsa di Marta Marzotto, modella e stilista singolare e di Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia.

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Illustrazione di Karen Hallion dedicata a Carrie Fisher e al suo personaggio in Star Wars.

Sarà che abbiamo trascorso le vacanze di Natale leggendo Lei mi parla ancora, l’ultimo libro in cui l’autore Giuseppe Sgarbi, padre di Vittorio Sgarbi, racconta l’amore unico e speciale per la moglie Rina improvvisamente scomparsa un anno fa; sarà che in questo periodo i mezzi pubblici di Novara, una delle città dove lavoriamo, sono ricoperti da pubblicità di imprese funebri…
Sarà che appena arriva la notizia della scomparsa di personaggi noti e meno noti la macchina della comunicazione parte a razzo  e si comporta come un gigantesco tam tam virtuale, spesso, purtroppo, utilizzando messaggi discutibili, giusto per fare rumore
Insomma, il tema antipatico e doloroso della morte si ripresenta ogni tanto nella vita di tutti i giorni.

E se pensate che sino a non tanti anni fa le notizie arrivavano grazie ai pochi telegiornali, inizialmente solamente uno al giorno, trasmessi dalle altrettanto scarne reti televisive o dalla radio e che bisognava attendere l’uscita dei giornali il giorno seguente l’accaduto per avere maggiori informazioni, vi accorgerete di quanto sia distante anni luce quel passato se pur così recente dai giorni nostri, in cui si è costantemente connessi.

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Logo di Spotify dedicato a David Bowie.

A fine anno gli articoli sugli scomparsi del 2016 sono arrivati in tempo reale, quasi a pochi minuti dalla scomparsa.
E in questo mondo dove tutto corre veloce esistono anche strumenti utili, soprattutto per giornalisti e per chi si occupa di comunicazione. Date un’occhiata ai pronostici del sito DeathList dove è pubblicato l’elenco dei probabili 50 nomi ‘candidati’ al passaggio a miglior vita. DeathList nasce negli anni ‘80 e da allora pubblica ogni anno la lista dei 50 candidati al passaggio a miglior vita, sulla base dell’età del personaggio, delle sue condizioni di salute o di vita. Nel 2016 e nel 2015, per ben due anni consecutivi, 14 nominativi della lista sono stati poi di fatto depennati (li trovate sul sito con il nome sbarrato).

Trattare la morte non è facile e spesso tutto degenera, cadendo in discussioni da leoni da tastiera con un inevitabile e preoccupante innalzamento di traffico sul web. vero che così facendo visibilità e accessi ai siti sembrano quasi impazzire, ma in questi casi noi lo consideriamo un orrendo sciacallaggio che con la comunicazione non ha nulla a che vedere.

Il nostro consiglio quando dovete parlare di morte?
– utilizzare parole equilibrate
– evitare polemiche e giudizi infondati
– raccogliere quante più informazioni possibili sullo scomparso cogliendo punti di forza
– ricordare momenti piacevoli e anche divertenti
Ma prima di tutto chiedersi se è proprio necessario parlare della morte di quella determinata persona. 

E poi ricordiamoci che per ogni scomparsa rimane sempre qualcosa in vita come un ricordo, un suono, un sapore, un gesto creativo come ad esempio quello di Spotify che per ricordare la scomparsa del cantante David Bowie ha persino cambiato il suo logo sui social, adattandolo con una grafica speciale con forti richiami alla brand identity dell’artista scomparso.

 

Avete ancora 5 minuti? Potete approfondire questo tema leggendo:

Real Time Marketing: che cos’è? Come utilizzarlo? I rischi?

Il Piano Editoriale efficace: come realizzarlo?

I numeri del 2016 sui social e sul web!

 

Posted by Iolanda Saia

Lavora come freelance dal 1987 nel mondo della comunicazione tra Novara e il Lago Maggiore. Spera in un mondo pacifico in cui discutere tutto in armonia e senza arrabbiature e un futuro fatto di viaggi in luoghi sperduti e lontani dal caos.

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