la storia dell'hashtag

La storia dell’hashtag! Che cos’è? Come e dove si usa?

Social Media Marketing

5 Luglio

Conoscete la storia dell’hashtag? Quando e perché nasce e come ha fatto a diventare quasi indispensabile sui social?
Vi raccontiamo la storia del cancelletto che ha contribuito a cambiare il modo di fare comunicazione sul web

Sapete da dove arriva il simbolo #? Il simbolo # non è un’invenzione recente. Lo troviamo addirittura nell’antica lingua latina come forma abbreviata della lettera N maiuscola barrata che significa numerus, cioè numero. Ancora oggi negli Stati Uniti viene utilizzato per indicare i numeri ordinali, infatti in una classifica #1 è da intendersi come primo.

La sua comparsa in epoca recente risale agli anni ’70 quando la compagnia telefonica statunitense A&T decise di inserirlo sulla tastiera dei telefoni fissi per eseguire comandi.

La storia dell’hashtag come parola, invece, deriva dall’inglese ed è il risultato dell’unione della parole hash, cioè cancelletto, e tag, cioè etichetta.

L’hashtag come lo intendiamo noi nasce quasi 10 anni fa, esattamente il 23 agosto 2007 grazie a Chris Messina, che con un suo Tweet, scritto per raccogliere tutte le conversazioni che riguardassero il suo progetto #barcamp, inizia ad utilizzare quello che diventerà nel corso degli anni un potente ed efficace aggregatore tematico.

La forza degli hashtag sta appunto nel fatto che grazie a queste parole precedute da # si è in grado di rintracciare informazioni riguardanti specifici argomenti (politica, economia, moda, grandi cambiamenti, ecc), eventi (l’uscita di una nuova serie TV, di un nuovo film di una particolare saga, di un nuovo prodotto, ecc), e brand.

 

Ecco cosa scrive di sé Chris Messina:
I’m Chris Messina, friend to startups, inventor of the hashtag (original proposal), ex-Uber, ex-Googler, and proud participant in the open source/open web communities. I co-founded the BarCamp and coworking communities. I’m a designer, thinker, writer, Twitterer, and product hunter.

Messina, esperto di web, pativa l’assenza di un modo per rintracciare velocemente informazioni specifiche su un determinato argomento, e pertanto riuscì, con quel semplice tweet, a dare il via ad una piccola rivoluzione.

Nonostante lo scetticismo di alcuni sull’utilità dell’hashtag ad ottobre dello stesso anno a seguito dello scoppio di uno degli incendi più devastanti che colpì San Diego, per la prima volta un utente privato postò un tweet utilizzando l’hashtag #sandiegofire in cui informava sull’evacuazione degli abitanti della città.

La storia dell’hashtag: il suo utilizzo nella comunicazione politica e sociale

Gli hashtag, grazie alla loro semplicità e alla loro diffusione sul web, sono diventati nel corso del tempo efficaci strumenti di protesta e di solidarietà, piccole voci dagli effetti virali non indifferenti.

Basti pensare agli hashtag legati purtroppo alle recenti vicende terroristiche come:
#JeSuisCharlie, utilizzato su Twitter circa 5 milioni di volte – e forse il più utilizzato nella storia degli hashtag – in occasione della strage accaduta alla redazione del giornale satirico francese Charlie Hebdo;
#PrayForManchester per ricordare le vittime della strage avvenuta appena dopo il concerto di Ariana Grande nel maggio 2017;
#RechercheNice per rintracciare i dispersi a seguito dell’attacco terroristico di Nizza di luglio 2016;
#openhouse 
per indicare luoghi in cui trovare rifugio durante eventi terroristici o incidenti.

O utilizzati a scopo sociale come #IceBucketChallange, che vide nell’estate del 2014 personaggi noti e meno noti farsi prendere a secchiata d’acqua ghiacciata – nominando a loro volta altre vittime delle secchiate –  per incentivare la raccolta fondi per lo studio della SLA (Sindrome Laterale amiotrofica).
la storia dell'hashtag

 

Dove si usa l’hashtag e in quali social?

Non esistono regole precise specifiche per ogni social quando si tratta di utilizzare gli hashtag. La funzione di aggregatore di argomenti rimane per tutti uguale, certo che ogni brand ha il proprio obiettivo sui social e ogni social ha un proprio obiettivo.

Hashtag su Twitter

Twitter è dedicato all’informazione super veloce ed è la casa natale degli hashtag. Per chi va sempre di corsa (come noi!) e ha bisogno di sapere in pochissimo tempo quali sono le tendenze del giorno, basta dare un’occhiata al social cinguettante per capire cosa succede in Italia e nel Mondo (o per Paesi specifici). Per utilizzare gli hashtag su Twitter lo stesso social fornisce alcuni suggerimenti.

 

Hashtag su Instagram

Per quanto riguarda Instagram il social delle immagini l’utilizzo degli hashtag è di fondamentale importanza, tanto che in molti pensano erroneamente sia nato con questo social invece di Twitter.
Provate a cliccare qua su #kikitalesArona nella descrizione di questa foto.

Forse alcuni di voi già sanno che il piano B di Gabriele è girare il mondo con un camioncino di streetfood. Tutto molto bello, se solo sapessimo cucinare! L’idea è anche associata ad un film, la ricetta perfetta, in cui grazie ai social l’itinerario del viaggio è raccontato online. Insomma un lavoro perfetto per entrambi! Lo scorso weekend ad Arona c’è stato l’Urban & Lake Streetfood e abbiamo potuto assaggiare il panino cubano proprio di quel film. Non vi dico quanto era buono! E per rimanere in tema film, poi abbiamo anche provato il Big Kahuna di Pulp Fiction, con tanto di ananas! E voi amate come noi lo streetfood?✨ ✨ #kikitales #kikitalesArona #igersnovara #vscocam #igersitalia #picoftheday #bestoftheday #travel #travelblogger #whatitalyis #framesofitaly #italylife #lagomaggiore #lakemaggiore #postcardfromtheworld #italia365 #seetoshare #foodporn #foodies #foodiegram

Un post condiviso da Kiki Tales~Federica Colombo (@kikitales) in data:


Avrete modo di trovare, grazie ad un hashtag molto preciso e personalizzato, le informazioni riguardanti argomenti legati in questo caso ad una specifica località, Arona, sul Lago Maggiore.

Hashtag su Facebook

L’utilizzo degli hashtag su Facebook è in continua discussione. Se su Instagram e Twitter quando utilizzate un hashtag in un post quel post sarà visto da chiunque cerchi quel hashtag, su Facebook funziona un po’ diversamente.
La ricerca per hashtag, infatti, mostra solo alcuni risultati e in ordine di importanza. Troveremo quindi i post dei nostri amici, degli amici dei nostri amici e delle pagine business. Difficilmente troveremo invece post di persone sconosciute. Dunque si perde un po’ il concetto di viralità legato all’hashtag.
Anche su Facebook se il profilo è privato non veranno mostrati i post agli sconosciuti con la ricerca pe hashtag.

Come utilizzare gli hashtag? I nostri consigli!

– utilizzare hashtag coerenti all’argomento trattato. La mossa di utilizzare hashtag di forte tendenza per un argomento non pertinente è penalizzante e sicuramente il vostro post si perderebbe in una marea di altri post diventando così invisibile e inefficace;
– utilizzare hashtag semplici, facili da memorizzare e da digitare;
– non sovraccaricare il post con troppi hashtag, pertanto utilizzarne 2, massimo 3;
– utilizzare, o almeno consultare, i tool che possono aiutare nella ricerca e nella scelta degli hashtag come Keyhole (utile anche per Facebook e Instagram), app super professionale a pagamento che consente di tracciare gli hashtag con precisione sulle piattaforme social. Oppure il più semplice Hashtagify con cui si possono trovare le voci correlate ad un determinato hashtag. O ancora Ritetag che fornisce nell’immediato una analisi sugli hashtag che si desiderano utilizzare, le tendenze del giorno e anche quali hashtag non utilizzare.

E voi conoscevate la storia dell’hashtag? Come lo utilizzate nella vostra comunicazione? Fatecelo sapere nei commenti!

E ricordatevi che per ogni dubbio sul più famoso cancelletto # al mondo scrivete a [email protected]

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Iolanda Saia
Posted by Iolanda Saia

Lavora come freelance dal 1987 nel mondo della comunicazione tra Novara e il Lago Maggiore. Spera in un mondo pacifico in cui discutere tutto in armonia e senza arrabbiature e un futuro fatto di viaggi in luoghi sperduti e lontani dal caos.

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